Matthew Crawford insegnava filosofia in un importante istituto di studi politici a Washington. Stanco del suo ben remunerato lavoro, lasciò tutto e aprì un’officina meccanica per riparare motociclette.
Nel suo libro “Il lavoro manuale come medicina dell’anima” racconta la sua esperienza dimostrando che riparare le cose con le proprie mani può spingere a un consumo più consapevole, a migliori relazioni con l’ambiente circostante e all’emancipazione dalla schiavitù di una tecnologia nascosta e oscura; insomma, è un’ottima medicina per l’anima.
Come Crawford, Amos Paul Kennedy, dopo aver studiato matematica e lavorato venti anni come programmatore e analista di sistema di società come At&t e Ibm, con la sua prima macchina tipografica, avuta in regalo, comincia a sperimentare la stampa con i caratteri mobili riscoprendo il lavoro manuale.
Quando ho letto le storie di questi personaggi mi sono rincuorato: ho pensato di non essere “matto”, ma di percorrere una strada già fatta da altri. L’unica differenza è che io continuo a svolgere il lavoro di graphic designer, non solo per i committenti della mia agenzia ma anche per me stesso. Quindi faccio esperimenti, maneggio, stampo, confeziono, scarico pacchi, parlo con i produttori e tanto altro ancora. Il progetto Typuglia vuole essere qualcosa di più di un brand di prodotti tipici pugliesi. Le idee non mancano! Tempo al tempo.
La cosa più importante che desidero comunicare è che il progetto Typuglia non sarebbe nato se non ci fosse stata la massima collaborazione di molti amici e conoscenti che hanno creduto in questa pazzia. Quindi un grazie di cuore va a Roll e tutto il team (il sito è meraviglioso!), i fornitori, i produttori, l’amico collega mauro bubbico (inesauribile fonte di storie e idee. Poi... mi ha fatto conoscere Matthew Crawford!), lalalab (designers con un futuro da copy!), pinuccio pomo (parole, parole, parole), mario colasuonno (fotografo novello, sulla buona strada), antonio e roberto tartaglione (fotografi professionisti, sulla strada da molti anni!), nunzio d’arcangelo, lucia leonardi e l’Aiap, AN.SE. (Annalisa e il suo gruppo di traduttrici express!) e spero di non aver dimenticato nessuno. Grazie!